giovedì 4 agosto 2016

UNA NOTTE D'AMORE A NEW YORK - Cassandra Rocca



Proseguiamo con la trilogia di New York della giovane e bravissima Cassandra Rocca: con Una notte d’amore a New York, secondo appunto dei tre romanzi, torniamo nella Grande Mela dopo il breve soggiorno in California del racconto intermedio In amore tutto può succedere, abbandoniamo l’atmosfera natalizia per addentrarci nel romantico periodo che precede San Valentino e cambiamo i protagonisti; Clover e Cade entreranno di nuovo in scena varie volte, ma i personaggi principali questa volta sono Zoe ed Eric.

Entrambi amici e colleghi di Clover, li avevamo già conosciuti nel primo romanzo: Zoe Mathison è la fotografa di Giftland, occhi grigi leggermente a mandorla, capelli scuri, aspetto seducente, è una delle donne più desiderate di New York; Eric Morgan, invece, lavora in negozio occupandosi della parte più informatica, realizza infatti filmati e cortometraggi per i clienti, è il classico bravo ragazzo, intelligente, serio, maturo, corretto, onesto e sensibile. Zoe ed Eric sono legati da una profonda amicizia da oltre dieci anni, dai tempi dell’università: quando si sono conosciuti Eric era studente di informatica, mentre Zoe, che non ha frequentato l’università, lavorava duramente nella caffetteria del campus con lo scopo di guadagnare abbastanza denaro per trasferirsi a Manhattan e frequentare un corso di fotografia. 
Zoe sa che Eric è un vero amico e che può contare su di lui in qualsiasi momento, può chiedergli qualsiasi cosa: lui non si tira indietro nemmeno quando lei lo incastra nella cena di Natale con la sua famiglia o quando all’ultimo minuto gli chiede di passare il Capodanno con loro e fingersi il suo fidanzato per non doversi sentire per l’ennesima volta la pecora nera di casa. Vi chiedete perché lui si presta a simili teatrini? Beh, è facile: Zoe sa tutto di Eric, ma le sfugge un piccolo particolare... lui è innamorato di lei da quando l’ha vista per la prima volta, ma in tutti questi anni non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi e si è accontentato di starle accanto semplicemente come amico. Perché? Per paura di non avere alcuna possibilità di poter piacere, con la sua aria da precisino, ad una ragazza così seducente, che può avere tutti i ragazzi che vuole. 
E così dopo una serie di  equivoci e avventure, tra cui la comparsa di Stephanie, che a causa di un malinteso  Zoe crede essere il primo grande amore di Eric, e il ritorno di Stuart, fidanzato storico di Zoe, grazie all’aiuto di Clover, alla fine l’amore trionferà. 

Se devo essere sincera, ho amato molto di più la storia di Clover e Cade: l’ho trovata più romantica e spontanea. In Una notte d’amore a New York ritroviamo tutta la bravura e la genialità di Cassandra Rocca, su questo non c’è dubbio; il romanzo non manca di colpi di scena, non annoia, non impegna troppo, spesso è divertente, è un buon libro, però la narrazione è un po’ lenta: Zoe scopre molto lentamente di essere attratta da Eric e innamorata di lui, il caso dovrà metterle davanti un Eric completamente nudo per accendere in lei qualcosa che le faccia notare che dietro il ragazzo precisino, con gli occhiali da secchione, i capelli sempre in ordine e i vestiti senza pretese, c’è in realtà un corpo molto seducente; con lo zampino della romanticissima Clover, che capisce all’istante che è arrivato il momento di agire, Eric riuscirà a mettere da parte la sua timidezza per stupire e conquistare la bella Zoe una volta per tutte e coronare il suo sogno d’amore proprio nel giorno di San Valentino.

Forse erano state proprio l’ironia, la spontaneità e la dolcezza di Clover a conquistarmi tanto nel primo romanzo e credo sia per questo che questa volta non sono riuscita a sentirmi parte della storia: Zoe non è proprio la classica ragazza acqua e sapone, anzi.. sa di essere bella e fa di tutto per valorizzare i suoi punti di forza; ho capito che dietro la sua aria da femme fatale in realtà c’è un estremo bisogno di sentirsi amata, che è circondata da uomini che la desiderano, ma non nel senso che vorrebbero condividere la vita con lei, bensì si accontentano di rotolarsi qualche notte tra le sue lenzuola e che lei li asseconda perché ha una tremenda paura dell’amore, quello vero, dopo che Stuart l’ha tradita con la sua migliore amica; sono stata felice di vederla ricredersi sull’amore, di vederla lasciarsi andare poco alla volta alla gelosia e poi al vero amore, di vederla finalmente contenta a fine romanzo, ma tra me e lei non c’è stato feeling. 
Che dirvi invece di Eric? Nel complesso lo trovo un personaggio estremamente dolce, però per diverse pagine non sono riuscita a capirlo fino in fondo: mi ha fatto molta tenerezza il fatto che avesse talmente tanta paura di perdere l’amore della sua vita da tenersi dentro i suoi sentimenti per così tanto tempo, insomma, in quanti riuscirebbero davvero ad amare così profondamente una persona in gran segreto, senza mai lasciar trapelare la minima emozione? Ho sentito la sua paura di dover mollare tutto per ricominciare lontano da Zoe, ma solo fino ad un certo punto del racconto: ci sono stati comportamenti che non ho apprezzato e anzi, ho visto come mancanza di responsabilità... però poi, alla fine mi sono ricreduta e ho provato di nuovo la dolcezza iniziale per questo personaggio.

Credo di essermi dilungata abbastanza... avrete sicuramente capito che il secondo romanzo della trilogia di New York non mi ha entusiasmata tanto quanto il primo, ma questa è soltanto la mia opinione e con questo non ho nessuna intenzione di criticare l’autrice, che secondo me è davvero eccellente. Naturalmente se vi siete imbattuti nella trilogia, dovete assolutamente leggere anche questo libro: io non sono riuscita a sentirmi parte del racconto, ma questo non significa che sono rimasta delusa, anzi... forse mi aspettavo qualcosa di più, non lo nego, ma i personaggi giustamente cambiano, qualcuno ci piace di più e qualcuno di meno, credo sia naturale.

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