Proseguiamo con la
trilogia di New York della giovane e bravissima Cassandra Rocca: con Una notte
d’amore a New York, secondo appunto dei tre romanzi, torniamo nella Grande Mela
dopo il breve soggiorno in California del racconto intermedio In amore tutto
può succedere, abbandoniamo l’atmosfera natalizia per addentrarci nel romantico
periodo che precede San Valentino e cambiamo i protagonisti; Clover e Cade
entreranno di nuovo in scena varie volte, ma i personaggi principali questa
volta sono Zoe ed Eric.
Entrambi amici e
colleghi di Clover, li avevamo già conosciuti nel primo romanzo: Zoe Mathison è
la fotografa di Giftland, occhi grigi leggermente a mandorla, capelli scuri,
aspetto seducente, è una delle donne più desiderate di New York; Eric Morgan,
invece, lavora in negozio occupandosi della parte più informatica, realizza
infatti filmati e cortometraggi per i clienti, è il classico bravo ragazzo,
intelligente, serio, maturo, corretto, onesto e sensibile. Zoe ed Eric sono
legati da una profonda amicizia da oltre dieci anni, dai tempi dell’università:
quando si sono conosciuti Eric era studente di informatica, mentre Zoe, che non
ha frequentato l’università, lavorava duramente nella caffetteria del campus
con lo scopo di guadagnare abbastanza denaro per trasferirsi a Manhattan e
frequentare un corso di fotografia.
Zoe sa che Eric è un vero amico e che può
contare su di lui in qualsiasi momento, può chiedergli qualsiasi cosa: lui non
si tira indietro nemmeno quando lei lo incastra nella cena di Natale con la sua
famiglia o quando all’ultimo minuto gli chiede di passare il Capodanno con loro
e fingersi il suo fidanzato per non doversi sentire per l’ennesima volta la
pecora nera di casa. Vi chiedete perché lui si presta a simili teatrini? Beh, è
facile: Zoe sa tutto di Eric, ma le sfugge un piccolo particolare... lui è
innamorato di lei da quando l’ha vista per la prima volta, ma in tutti questi
anni non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi e si è accontentato di starle
accanto semplicemente come amico. Perché? Per paura di non avere alcuna possibilità
di poter piacere, con la sua aria da precisino, ad una ragazza così seducente,
che può avere tutti i ragazzi che vuole.
E così dopo una serie
di equivoci e avventure, tra cui la
comparsa di Stephanie, che a causa di un malinteso Zoe crede essere il primo grande amore di
Eric, e il ritorno di Stuart, fidanzato storico di Zoe, grazie all’aiuto di
Clover, alla fine l’amore trionferà.
Se devo essere sincera,
ho amato molto di più la storia di Clover e Cade: l’ho trovata più romantica e
spontanea. In Una notte d’amore a New York ritroviamo tutta la bravura e la
genialità di Cassandra Rocca, su questo non c’è dubbio; il romanzo non manca di
colpi di scena, non annoia, non impegna troppo, spesso è divertente, è un buon
libro, però la narrazione è un po’ lenta: Zoe scopre molto lentamente di essere
attratta da Eric e innamorata di lui, il caso dovrà metterle davanti un Eric
completamente nudo per accendere in lei qualcosa che le faccia notare che
dietro il ragazzo precisino, con gli occhiali da secchione, i capelli sempre in
ordine e i vestiti senza pretese, c’è in realtà un corpo molto seducente; con
lo zampino della romanticissima Clover, che capisce all’istante che è arrivato
il momento di agire, Eric riuscirà a mettere da parte la sua timidezza per
stupire e conquistare la bella Zoe una volta per tutte e coronare il suo sogno
d’amore proprio nel giorno di San Valentino.
Forse erano state
proprio l’ironia, la spontaneità e la dolcezza di Clover a conquistarmi tanto
nel primo romanzo e credo sia per questo che questa volta non sono riuscita a
sentirmi parte della storia: Zoe non è proprio la classica ragazza acqua e
sapone, anzi.. sa di essere bella e fa di tutto per valorizzare i suoi punti di
forza; ho capito che dietro la sua aria da femme fatale in realtà c’è un
estremo bisogno di sentirsi amata, che è circondata da uomini che la
desiderano, ma non nel senso che vorrebbero condividere la vita con lei, bensì
si accontentano di rotolarsi qualche notte tra le sue lenzuola e che lei li asseconda
perché ha una tremenda paura dell’amore, quello vero, dopo che Stuart l’ha
tradita con la sua migliore amica; sono stata felice di vederla ricredersi
sull’amore, di vederla lasciarsi andare poco alla volta alla gelosia e poi al
vero amore, di vederla finalmente contenta a fine romanzo, ma tra me e lei non
c’è stato feeling.
Che dirvi invece di Eric? Nel complesso lo trovo un personaggio
estremamente dolce, però per diverse pagine non sono riuscita a capirlo fino in
fondo: mi ha fatto molta tenerezza il fatto che avesse talmente tanta paura di
perdere l’amore della sua vita da tenersi dentro i suoi sentimenti per così
tanto tempo, insomma, in quanti riuscirebbero davvero ad amare così
profondamente una persona in gran segreto, senza mai lasciar trapelare la
minima emozione? Ho sentito la sua paura di dover mollare tutto per
ricominciare lontano da Zoe, ma solo fino ad un certo punto del racconto: ci
sono stati comportamenti che non ho apprezzato e anzi, ho visto come mancanza
di responsabilità... però poi, alla fine mi sono ricreduta e ho provato di
nuovo la dolcezza iniziale per questo personaggio.
Credo di essermi
dilungata abbastanza... avrete sicuramente capito che il secondo romanzo della
trilogia di New York non mi ha entusiasmata tanto quanto il primo, ma questa è
soltanto la mia opinione e con questo non ho nessuna intenzione di criticare
l’autrice, che secondo me è davvero eccellente. Naturalmente se vi siete
imbattuti nella trilogia, dovete assolutamente leggere anche questo libro: io
non sono riuscita a sentirmi parte del racconto, ma questo non significa che
sono rimasta delusa, anzi... forse mi aspettavo qualcosa di più, non lo nego,
ma i personaggi giustamente cambiano, qualcuno ci piace di più e qualcuno di
meno, credo sia naturale.

